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PROGETTO TEEN EXPLORER 2017/18

https://youtu.be/CBBFqdY5V50TEEN EXPLORER :PROGRAMMA DI PREVENZIONE DEI PERICOLI PER LA SALUTE ASSOCIATI ALL’USO IMPROPRIO DEL WEB.

Il  programma si colloca  nel Piano Strategico Regionale per la Promozione della Salute nelle scuole a cura dell’Assessorato al Welfare della Regione Puglia e dell’Ufficio Scolastico Regionale, in collaborazione con  il servizio di psicologia-progetto GIADA, Ospedale Pediatrico ”GIOVANNI XXIII” di BARI.

TEEN EXPLORER si rivolge a pre-adolescenti ed adolescenti delle scuole superiori di I° grado e al fine di promuovere la riflessione sul tema dei pericoli associati al WEB (Cyberbullismo, adescamento on line) stimolando le capacità di empowerment dei ragazzi nelle situazioni di pericolo.

L’intento è quello di “formare” gli alunni perchè sappiano scegliere autonomamente comportamenti corretti in relazione al proprio benessere psicofisico.

L’OBIETTIVO FORMATIVO FINALE E’: saper essere attenti e vigili sul web, puntando sull’individuazione delle pressioni che inducono a sottovalutare i pericoli di internet e sulla capacità di affrontarle, ricercando soluzioni alternative.

Il nostro I.C. ha partecipato al progetto con le classi 1^AA, 2^ AA, 1^B, 2^B e 2^C. A conclusione delle unità didattiche, previste dal progetto gli alunni hanno sviluppato dei lavori di comunicazione sociale ( spot, slogan, video, gadget, etc.) destinati ad adulti e ragazzi in cui si mettono in evidenza il lavoro di riflessione sull’uso sicuro del WEB. Il  31 maggio si è tenuto a Bari il Festival finale del progetto e la nostra scuola si è classificata tra le prime 10
scuole regionali per i prodotti finali realizzati, con i complimenti degli organizzatori.







Progetto/Concorso “Testimoni dei diritti”

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Potete, per approfondire l’argomento, visitare il sito del Senato per i ragazzi, dove è inserito il nostro progetto selezionato con gli sviluppi delle varie fasi di lavoro!

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Seminario della Legalità – A. S. 2016/17

Progetto “Legalità e cittadinaza: diventare cittadini a scuola”

Attività conclusiva del Progetto svolto dalle Classi II della Scuola Secondaria di 1° gr.  in collaborazione con le Classi IV della Scuola Primaria.

Progetto Teatro 2016/2017

UN LIBRO E UNA PENNA POSSONO CAMBIARE IL MONDO

Ci sono gruppi umani, comunità, società, individui che credono di possedere tutto e di non avere bisogno di nulla e di nessuno. Vivono inseguendo il mito (o l’illusione) di un’esistenza basata solo sull’ “avere” e coltivano la cultura del possesso e dello spreco indiscriminato.

In questo tipo di “sfera sociale” i valori umani si smarriscono, la solitudine e la disperazione aggrediscono le persone. L’Umanità perde di vista l’essenziale: il valore della vita e di ciò che conta veramente come l’amore, la condivisione, il senso della famiglia, la solidarietà, la generosità spontanea che nulla chiede in cambio.

Paradossalmente in questo mondo così “ristretto” (“globalizzato”, lo chiamano gli esperti), dove le distanze fisiche sono state annientate, permangono e forse aumentano le distanze culturali e sociali.

Il fanatismo religioso ne è un esempio lampante. Ma altri fanatismi si fanno strada brutalmente come quello economico (la “crescita” ad ogni costo) o quello razziale.

Tra queste ed altre contraddizioni la storia di Malala Yousafzai ci fornisce spunti di riflessione essenziali e valori concreti da riscoprire e da proporre alle nuove generazioni: “Mia madre non ha ricevuto alcuna istruzione, e forse è questo il motivo per cui ci ha sempre incoraggiati ad andare a scuola ‘Non rischiate di svegliarvi anni dopo, come me, e rendervi conto di quello che avete perso’, dice”. Malala, giovane pakistana, premio Nobel per la Pace, dall’alto della sua giovanissima età ci insegna ciò che conta veramente: l’importanza dell’istruzione nella lotta alla discriminazione, il valore fondamentale dell’educazione e del rispetto reciproco, la scelta del perdono come vigoroso strumento di pace.

Chi è Malala?” chiese il talebano.

Nessuna rispose, ma molte delle mie compagne si voltarono automaticamente verso di me. Ero l’unica a viso scoperto. A quel punto l’uomo mi puntò contro una pistola nera… sparò tre colpi in rapida successione. La prima pallottola mi attraversò l’orbita sinistra e mi si conficcò nella spalla. Caddi in avanti verso Moniba, mentre il sangue usciva copiosamente dall’orecchio sinistro…

Più tardi le mie amiche mi dissero che a quell’uomo tremava la mano mentre sparava.

Quando arrivammo in ospedale, i miei lunghi capelli e la gonna di Moniba erano zuppi di sangue.

Chi è Malala? Io sono Malala, e questa è la mia storia.

DIRIGENTE SCOLASTICO

Prof. Silvestro FERRARA

 

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